Linuxday – reddito degli artisti
L’altro giorno al LinuxDay (ben riuscito, complimenti a tutti!) ho fatto una presentazione sul copyright e come sempre quando ci sono i flugghisti di mezzo sono nate tante discussioni interessanti sul tema. Una di queste riguardava il reddito degli artisti ed i numeri che ho presentato su cui ci siamo messi a fare le pulci… in realtà non c’era molto da analizzare, proprio perchè i numeri stessi erano abbastanza scarni. Ho trovato però un bel documento ENPALS con le serie storiche dei redditi degli ultimi 8 anni, che taglia la testa al toro definitivamente.
| Reddito annuale | Media giornaliera | Giornate lavorate | |
| 2000 | 7567,09 | 117,86 | 64,2 |
| 2001 | 7542,73 | 120,78 | 62,4 |
| 2002 | 6706,95 | 118,74 | 56,5 |
| 2003 | 6157,75 | 120,9 | 50,9 |
| 2004 | 6534,85 | 123,58 | 52,9 |
| 2005 | 6752,2 | 120,7 | 55,9 |
| 2006 | 6868,68 | 127,6 | 53,8 |
| 2007 | 6926,26 | 128,39 | 53,9 |
| 2008 | 7366,92 | 129,73 | 56,8 |
Ho parlato di redditi perchè volevo capire se la pirateria, che dal 2001 funesta il nostro mondo avesse inciso su come vivono gli artisi. Il reddito del settore dei musicisti è diminuito fino al 2004 ed è ripreso in seguito. Non ci vedo nessuna relazione con la pirateria, anche perche’ non si sa quanto fosse prima del 2000 e se avesse iniziato a scendere da prima. La media giornaliera è aumentata, perchè il numero di musicisti che dichiarano redditi è diminuito. L’unica conclusione che si può trarre è che i musicisti facevano la fame già nel 2000.
Un altro dato interessante riguarda invece la distribuzione dei redditi nel comparto musica per il solo 2008, nella figura seguente.
| decili | musica |
| 1 | 43,18 |
| 2 | 108 |
| 3 | 210,7 |
| 4 | 400 |
| 5 | 800,01 |
| 6 | 1643,46 |
| 7 | 3526,2 |
| 8 | 8802 |
| 9 | 27791,99 |
Questo grafico si legge così, ogni riga rappresenta un 10% degli iscritti e viene riportato il reddito massimo percepito. Vuol dire che il primo 10% degl iscritti guadagna fino a 43 euro all’anno, il secondo 10% guadagna tra i 43 e i 108 euro e cosi’ via. Si nota che solo l’ultimo scaglione sembra guadagnare abbastanza da poter sopravvivere (è difficile vivere con meno di 8800 euro all’anno). Ma un’altra cosa è singolare: gli scaglioni sono 9. Manca l’ultimo 10%, quello dei paperoni che guadagnano più di tutti. Manca probabilmente perchè se avessero deciso di metterlo, avrebbero dovuto scrivere esplicitamente il reddito più alto in assoluto, e questo sarebbe stato poco carino. D’altra parte però questo non ci permette di sapere come è distribuito il totale dei redditi, ma con qualche approssimazione, si può calcolare.
Sappiamo infatti da altre tabelle il totale dei redditi (430 milioni) ed il numero degli iscritti (circa 58000). Per ogni scaglione si prende la media dei redditi e la si moltiplica per 5800 (il numero di iscritti per scaglione). Per ogni riga quindi si calcola il valore in milioni di euro del totale dei redditi per quel decile. Viene fuori che il 90% degli iscritti vale per circa 81 milioni di euro, mentre gli altri 350 finiscono nell’ultimo 10%. Mediamente quelli dell’ultimo decile guadagnano circa 60000 euro, 6 volte quello che guadagnano quelli del nono. Tutto è riportato nella tabella qui sotto, da notare che l’ultima riga non riporta il reddito più alto come quelle prima (perche’ non possiamo saperlo) ma la media per quel decile.
| decili | musica | totale decile | somma parziale |
| 1 | 43,18 | 126018,67 | 126018,67 |
| 2 | 108 | 189173,93 | 315192,6 |
| 3 | 210,7 | 299724,82 | 614917,42 |
| 4 | 400 | 552462,59 | 1167380 |
| 5 | 800,01 | 1167409,18 | 2334789,18 |
| 6 | 1643,46 | 2461566,65 | 4796355,84 |
| 7 | 3526,2 | 5494682,55 | 10291038,39 |
| 8 | 8802 | 15397158,51 | 25688196,9 |
| 9 | 27791,99 | 55421336,32 | 81109533,22 |
| 10 | 59773,25 | 348890466,78 | 430000000 |
Se ce n’era ancora bisogno quindi, abbiamo dai numeri una nuova conferma del fatto che nel mondo della musica pochissimi guadagnano molti soldi e tutti gli altri fanno la fame. Nel dettaglio, su 430 milioni totali, il 10% dei musicisti più ricchi si spartiscono più dell’80% delle risorse. In altre parole in Italia la maggior parte dei musicisti non sono (o non riescono ad essere) professionisti ma devono sostenersi con un altro lavoro..
Ancora una volta ci si potrebbe chiedere, ma se domani il diritto d’autore magicamente sparisse, a quante persone cambierebbe la vita? A poche, visto che già l’80% si cercano fome di sussistenza usando altri mezzi. Figurarsi se invece di eliminarlo del tutto decidessimo solo di renderlo adeguato ai nostri tempi, ad esempio riducendone la durata.

